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Scritto da Giorgio Trucchi
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Martedì 31 Agosto 2010 16:40 |
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A dispetto dell'immagine di riconciliazione che l'attuale governo vuole disperatamente mostrare a livello internazionale, l'Honduras continua a vivere le tragiche sequele del colpo di Stato. Mentre la Resistenza si consolida come nuova forza politica propositiva, la comunità internazionale continua a mantenersi cieca e sorda di fronte alla grave situazione di ingovernabilità e conflittualità sociale che vive il paese centroamericano.
Trasformare nuovamente l'Honduras in un "paese scomparso", dove "pacificazione" e "riconciliazione" assumono il significato di "perdono" e "oblio", sembra essere il piano di buona parte di una comunità internazionale cinica, irresponsabile e cieca, di fronte allo sforzo di un popolo impegnato nella lotta per non ritornare al passato e creare il proprio futuro.
Sulla situazione che si sta vivendo in Honduras, la Lista Informativa Nicaragua y ms ha dialogato con Betty Matamoros, coordinatrice della Commissione Internazionale del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP).
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Scritto da Fabio Avolio
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Giovedì 12 Agosto 2010 11:08 |
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Il 26 settembre 2010 quasi 20 milioni tra venezuelani e venezuelane saranno chiamati a scegliere, attraverso un sistema misto tra maggioritario e proporzionale, chi occuperà durante la prossima legislatura i 167 seggi dell'Assemblea Nazionale.
Proponiamo dei passaggi tradotti dalla sezione “El Domingo” del quotidiano “Últimas noticias” (8 agosto 2010, pp. 6-7), giornale bipartizan, uno dei più venduti.
[...] Il 4 dicembre del 2005 […] i comizi ebbero una particolarità: l'opposizione decise di non partecipare. Delle 167 persone che contarono sull'approvazione dei votanti 22 (13,7%) non hanno concluso il periodo […] per occupare altri posti nella Pubblica Amministrazione.
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Scritto da esteri.prc
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Mercoledì 11 Agosto 2010 15:59 |
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Qualcuno potrebbe immaginare Pinochet come investigatore dei crimini della dittatura argentina di Videla o il Generale Videla investigando i crimini della dittatura pinochetista ?
Qualcuno potrebbe immaginare il dittatore Somoza investigando i crimini di Trujillo nella Repubblica Dominicana o Trujillo investigando i crimini di Somoza in Nicaragua ? O Pinochet, Videla e Somoza investigando i crimini del fascismo ?
Impossibile immaginarsi una cosa simile.
Ma, ancora una volta, la realtà supera l'immaginazione.
Il Segretario Generale dell'ONU ha appena annunciato che ci sarà una Commissione Internazionale che investigherà il massacro (chiamato eufemisticamente dall'ONU "incidente") del 31 maggio scorso contro la flotta umanitaria che si dirigeva a Gaza, in Palestina.
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Scritto da Gianni Minà
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Venerdì 02 Luglio 2010 13:24 |
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Il riscatto in atto in molti paesi dell'America latina dove le popolazioni hanno eletto governi progressisti, preoccupa -non tanto a sorpresa- quello che viene definito l'occidente democratico, il nord del mondo, la proba Europa. Adesso che è finita l'epoca del Plan Còndor, nato ai tempi di Nixon e Kissinger per sterminare tutte le opposizioni del continente a sud del Texas, e ora che l'America latina si sta scrollando di dosso il suo ruolo di “cortile di casa” degli Stati Uniti, c'è un chiaro tentativo di usare scorrettamente l'informazione per irridere o esecrare quei capi di stato che stanno facendo scelte non convenienti alle economie del nord del mondo e alle multinazionali, fino a ieri abituate a usare le risorse di molti paesi come gli pareva. Quello che dà più fastidio non sono tanto le costituzioni di nazioni come l'Ecuador di Correa e la Bolivia di Evo Morales, dove la natura ha un nuovo rispetto e una nuova dignità, come un vero essere umano, ma organismi che stanno nascendo, o che stanno acquistando un peso più preciso, come l’Alba [Alternativa bolivariana per i popoli dell’America], il MercoSur, il Banco del Sur, TeleSur o Unasur [che prende il posto dell'Organizzazione degli stati americani ] e che preannunciano una comunità economica latinoamericana, sullo stile di quella europea, non certo gradita ai vecchi poteri del mondo post-industriale.
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Scritto da Anna Camposampiero
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Lunedì 28 Giugno 2010 13:11 |
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È passato un anno dal colpo di stato in Honduras: il 28 giugno 2009 un commando militare ha prelevato il presidente costituzionalmente eletto Manuel Zelaya dalla casa presidenziale in piena notte per poi espellerlo in Costa Rica.
Imperdonabile che Manuel Zelaya abbia adottato iniziative sociali e progressiste e che in politica internazionale si sia unito alla cordata di governi progressisti che rinnegano le politiche neoliberiste che hanno dominato gli anni novanta associandosi all'Alternativa Bolivariana delle Americhe, il progetto di cooperazione e integrazione latinoamericana creato da Hugo Chavez e che abbia restaurato relazioni diplomatiche con Cuba. Imperdonabile che Zelaya volesse chiedere al popolo di pronunciarsi sulla convocazione di un'Assemblea Costituente proprio quel 28 giugno.
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