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Scritto da Fabio Amato
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Venerdì 03 Settembre 2010 11:17 |
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Barack Obama, nell’annunciare solennemente alla Nazione la fine della fase di combattimento delle truppe statunitensi in Iraq, quella che i più definiscono in modo inappropriato la “fine della guerra” , ha usato toni dovutamente dimessi, evitando celebrazioni che, come ricorderanno in molti, furono invece in modo trionfale quanto improvvido fatte dal suo predecessore solo due mesi dopo l’inizio dell’invasione del paese del Tigri e dell’Eufrate. G.W. Bush annunciò la fine della guerra il primo maggio 2003. Missione compiuta, disse. Gli alleati più servili, quelli che divisero l’Europa e abbracciarono il delittuoso e disastroso disegno neoconservatore, come il governo Berlusconi, si affrettarono ad inviare contingenti per sostenere l’occupante e prepararsi a raccogliere i frutti dei dividendi del petrolio, unica risorsa di quel paese. Inascoltate le proteste contro la guerra preventiva che percorsero le strade di tutto il mondo, con milioni di donne e uomini che vi presero parte.
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Scritto da Maria Chiara Rizzo
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Mercoledì 11 Agosto 2010 15:55 |
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Continui scambi di razzi, costanti sorvoli israeliani sul territorio libanese e violente accuse verbali hanno scandito gli ultimi anni di tregua tra Libano e Israele. Insomma, fino ad ora tanta retorica e nessun bagno di sangue. Ma oggi sembra che queste piccole scaramucce non siano che un assaggio e un presagio di ciò che è alle porte. Infatti, sebbene la stagione estiva e il nuovo record di arrivi turistici sembrino aver fatto dimenticare i continui allarmi rossi dell'inverno appena trascorso, i media libanesi non hanno mai smesso di diffondere notizie preoccupanti. Quattro anni dopo l’ultimo conflitto con Israele, il Libano sembra essere nuovamente esposto al rischio di una guerra.
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Scritto da esteri.prc
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Giovedì 03 Giugno 2010 16:48 |
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Solo tre NO alla risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU a Ginevra per una missione internazionale d'inchiesta sul brutale attacco dell'esercito israeliano contro la flotta pacifica che tentava di portare aiuti umanitari a Gaza, rompendo così l'inumano blocco imposto arbitrariamente da Israele. I voti contrari sono di Stati Uniti, Olanda e Italia.
Vergognoso il voto e ancora più grave la motivazione a suo sostegno da parte del Governo italiano: "Israele è uno Stato democratico e perfettamente in grado di condurre un'inchiesta credibile e indipendente".
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Scritto da Fabio Amato
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Martedì 01 Giugno 2010 11:02 |
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Non vi sono parole a sufficienza per definire l’attacco della marina israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza. Criminale, brutale, vergognoso. Inaudito. Un atto criminale, di terrorismo di Stato. Non esistono giustificazioni per un’aggressione senza precedenti. Al momento in cui scriviamo non sappiamo con esattezza quante e chi siano le vittime, a cui esprimiamo tutto il nostro cordoglio. Il bilancio ufficiale dice 10, oltre ad un numero imprecisato di feriti. La censura ferrea dei militari israeliani impedisce di conoscere i dettagli del sanguinoso attacco. Trapelano solo le loro veline tese ad avvalorare tesi insostenibili. Difficile capire il perché di una decisione cosi disumana, oltre che avventata politicamente, come quella di aprire il fuoco su civili di una missione umanitaria.
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Scritto da esteri.prc
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Venerdì 12 Febbraio 2010 17:37 |
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Di: Francesco Maringiò (Prc), Maurizio Musolino (Pdci), Loretta Mussi (Socialismo2000)
La prima iniziativa della Federazione della Sinistra sulle questioni internazionali non poteva non concentrarsi sulla situazione palestinese. E questo non solo per la difficile fase in Medio Oriente, quanto per la svolta sostanziale in politica estera che il Governo Berlusconi sta compiendo e che sta allontanando l’Italia dalla storica collocazione internazionale che da sempre è stata di vicinato ed amicizia coi popoli arabi e del Mediterraneo. Dal Pci ad Aldo Moro, da Mattei a Craxi, l’Italia ha sempre avuto rapporti di amicizia profonda con il popolo palestinese e con la sua lotta.
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