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Scritto da Fabio Amato
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Giovedì 10 Giugno 2010 16:08 |
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Le parole d’ordine con cui i governanti europei, incluso quello italiano naturalmente, stanno giustificando in ogni paese le misure lacrime e sangue da approvare per far fronte alla crisi dei debiti sovrani, sono ovunque le stesse. Non dobbiamo fare la fine della Grecia, ripetono all’unisono.
Come avevamo previsto quindi, quello che ieri riguardava la Grecia, ovvero l’utilizzo della crisi del debito pubblico per sferrare un attacco senza precedenti alle condizioni materiali di vita dei lavoratori e allo stato sociale( già debole) ellenico, sta oggi ripercuotendosi nel resto nel vecchio continente.
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Scritto da Fabio Amato
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Giovedì 06 Maggio 2010 17:04 |
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Popoli d’Europa, ribellatevi. Riprendendo il messaggio che il 4 maggio, dall'Acropoli di Atene, uno striscione esposto dai comunisti greci, lanciava a tutto il mondo, abbiamo anche noi esposto striscioni di solidarietà con la lotta greca, in luoghi altrettanto simbolici del nostro paese. A Roma, al Colosseo e di fronte al Parlamento, a Pisa, sotto la Torre, a Venezia, sul Ponte di Rialto e a Firenze, su Ponte Vecchio. Ribellarsi contro delle decisioni che oggi interessano i lavoratori ellenici, ma che domani saranno all'ordine del giorno negli altri paesi del continente, è doveroso e giusto.
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Scritto da Valerio Timperi da Parigi
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Venerdì 19 Marzo 2010 18:35 |
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I risultati sono stati chiari ma il vero vincitore di questo primo turno delle elezioni regionali francesi è stato con certezza l’astensionismo. Il 53% dei cittadini francesi non è andato a votare stabilendo così il nuovo record di astensione in una tornata elettorale. Il restante 47% che ha partecipato al voto ha inflitto alla compagine presidenziale, l’Ump, un colpo molto forte.
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Scritto da Francesco Maringiò
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Mercoledì 03 Marzo 2010 18:34 |
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Le recenti elezioni presidenziali in Ucraina ci consegnano l’immagine di un paese fortemente
polarizzato e sostanzialmente spaccato in due. Viktor Janukovich, leader del Partito delle Regioni, vince il ballottaggio con solo il 3% di voti di scarto su Julia Tymoshenko, eroina della così detta “rivoluzione arancione” (48% contro il 45%). Ad essere realmente battuta è quindi l’esperienza arancione, dai media occidentali ribattezzata “rivoluzione”, al punto che il suo leader, nonché presidente uscente, non solo non è arrivato al ballottaggio, ma al primo turno ha raccolto un risultato misero: meno del 6%.
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Martedì 27 Ottobre 2009 15:53 |
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Finalmente sono riusciti a convincere gli irlandesi ad accettare l’adesione dell’Irlanda al Trattato di Lisbona. Il 2 ottobre scorso hanno vinto i si con larga maggioranza, ma questa storia della ratifica dei vari trattati europei con referendum ha dell’incredibile. Somiglia molto a quando si gioca a carte con dei bambini che si vuole far vincere ad ogni costo. Finché ciò non accade, si annulla la partita e si rimischiano le carte e si continua a giocare fin quando, grazie a qualche aggiustamento compiacente, non si riesce nell’intento. Ecco, i governanti europei sembrano tanti bambini con in mano il giocattolo della costituzione europea, a cui non vogliono proprio rinunciare, nonostante i popoli, quando interpellati, cerchino in ogni modo di far loro capire che così proprio non va. Ma, secondo gli eurocrati, non capiscono, si sbagliano e devono rivotare finché non dicano si.
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