|
Rubriche -
Pace e disarmo
|
|
Scritto da Giovanni Santini
|
|
Mercoledì 17 Marzo 2010 18:07 |
|
La mattina del 16 marzo del 1968 oltre 100 soldati americani arrivarono in elicottero fino al villaggio di My Lai in Vietnam e, non trovando nemici, per diverse ore uccisero 350 civili, soprattutto donne, bambini e vecchi.
Il massacro di My Lai, nel bel mezzo di una delle guerre più sanguinose della storia interventista americana, è stato il simbolo di una tragedia storica la cui ferita è ancora aperta, ma che purtroppo è stata di nuovo messa in scena tante altre volte in scenari geografici diversi.
La U. S. Army cercò come sempre di nascondere il brutale massacro, di coprire il delitto con false dichiarazioni dei militari che vi avevano preso parte, di occultare all'opinione pubblica mondiale il crimine efferato commesso, senza alcuna giustificazione, sulla popolazione vietnamita.
Ma nonostante tutti i loro sforzi, la verità venne presto a galla e fu conosciuta in tutto il Mondo, determinando l'inizio della fine della sciagurata avventura americana in Vietnam.
L'eccidio di My Lai è assurto presto a simbolo di come la vita di umili esseri umani sia completamente abbandonata a sè stessa di fronte alla devastante macchina da guerra della Nazione più potente del Mondo.
Oggi la giustificazione dell'interventismo americano non è più la necessità di fronteggiare l'Unione Sovietica, in quella guerra fredda voluta ed alimentata soprattutto dalla parte statunitense, ma la necessità di combattere il pericolo terroristico ed "esportare la democrazia", ma i risultati non sono diversi.
Proprio per questo consideriamo necessario alimentare la memoria storica con il ricordo di fatti come il massacro di innocenti di My Lai ed inquadrare anche gli attuali scenari di guerra in una prospettiva storica che attraversa gli ultimi decenni e che è caratterizzata dalla ferma volonta degli Stati Uniti, senza soluzione di continuità tra i vari Presidenti che si sono succeduti, compreso l'attuale, di imporre all'umanità tutta la propria egemonia economica, politica e militare.
|