Odg della Direzione Nazionale sulla questione Kurda PDF Stampa
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Scritto da esteri.prc   
Venerdì 05 Marzo 2010 12:08

Dal 26  Febbraio in tutta Italia è scattata un’operazione giudiziaria , con arresti e perquisizioni di centinaia di kurdi , incluse espulsioni in Turchia per coloro senza permesso di soggiorno( nonostante il “ divieto internazionale” verso gli stati che torturano e/o applicano la pena di morte) -  per una ipotesi di reato che riteniamo inverosimile e costruita ad arte , quale quella “ di aver organizzato campi di addestramento per futuri guerriglieri inquadrati nel PKK”.

Da anni abbiamo relazioni e rapporti con le comunità kurde in Italia  e siamo sicuri della totale infondatezza delle accuse mosse contro di loro. Come ribadito anche dal comunicato delle comunità kurde in Italia: “La comunità kurda, che in Italia persegue esclusivamente un disegno di promozione sociale e proprio miglioramento economico, non ha nessun interesse, tantomeno nessuna intenzione, di creare delle minacce per la Turchia e si batte per la convivenza civile e pacifica delle due popolazioni e perché possa essere raggiunta una soluzione equa e democratica della questione kurda in Turchia”
Le accuse quindi mosse dalla magistratura sono fuori luogo e contribuiscono non al necessario processo di pace, ma alla strategia di annientamento della questione kurda per via repressiva e militare messa in atto dalle autorità turche. Allo stesso Ocalan, leader del PKK, imprigionato da oltre dieci anni in Turchia in condizioni che ne mettono a rischio l’incolumità fisica, è stato riconosciuto, seppur dopo il suo arresto e la sua uscita dall’Italia, il diritto all’asilo politico.
Questa operazione si inserisce in un quadro di repressione e criminalizzazione delle comunità kurde in Europa, che fa seguito a quella che è ininterrottamente in corso in Turchia dal dopo voto, e che ha portato all’arresto di centinaia di attivisti e dirigenti del DTP, le decadenza dei 22 deputati eletti, oltre ad una intensa campagna di repressione militare nei confronti di villaggi e comunità. L’Italia e l’UE assecondano in questo modo il governo Turco e la sua politica di negazione dei diritti umani e di riconoscimento dei diritti del popolo kurdo come di tutte le minoranze esistenti in Turchia. Lo fa in nome degli affari e della NATO,  nonostante la Turchia  sia stata ritenuta responsabile nel 2009 di violazioni dei diritti umani da centinaia di sentenze colpevoli da parte della Corte Europea di Giustizia.

La Direzione nazionale del PRC esprime alle Comunità Kurde  la sua piena solidarietà e l’impegno di sostenere la “ strategia democratica” per la soluzione della questione kurda. Chiediamo al Governo italiano la liberazione degli arrestati e il blocco delle espulsioni. Impegnamo le nostre federazioni e ai nostri circoli a sostenere le iniziative di solidarietà con il popolo kurdo, cosi come la campagna del PRC per la liberazione di Ocalan, come via per la soluzione politica e democratica della soluzione kurda.

Roma 4 Marzo 2010