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Venerdì 18 Dicembre 2009 11:15 |
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Valerio Timperi da Parigi
Da lunedì 12 ottobre più di 5000 lavoratori sans-papiers hanno dichiarato uno sciopero a tempo indeterminato per chiedere una circolare nazionale per la loro regolarizzazione.
I sans-papiers sono per lo più uomini e donne stranieri che vivono regolarmente sul territorio francese, ormai da molti anni, che si trovano privi di un titolo di soggiorno a causa delle varie leggi sull’immigrazione che si sono succedute. Grazie al sostegno della CGT e delle altre forze sindacali, i lavoratori e le lavoratrici sans-papiers hanno trovato occupazione in più di cinquanta aziende rappresentative di quei settori come per esempio la ristorazione, edifici e lavori pubblici, pulizie, sicurezza, aiuto alla persona, che fanno un uso enorme di questa manodopera. Lo sciopero vuole porre l’accento e mettere in luce la strategia patronale che consiste nel ricorrere a dei lavoratori senza alcun diritto nel loro settore di attività. Può essere definito con certezza un vero sistema di sfruttamento quello messo in atto da queste imprese visto l’abuso sistematico di contratti precari, ore di straordinario non pagate poiché molti lavorano più ore di quelle previste dal contratto. Il ricorso ai lavoratori sans-papiers è quindi un modo per i padroni di non aumentare i salari e di non migliorare le condizioni di lavoro. La richiesta dei lavoratori è di poter essere regolarizzati per prima cosa per il rispetto della dignità della persona umana. Non solo, essendo membri della società francese partecipano con i loro contributi e le loro tasse al funzionamento dello Stato francese, privati però della maggior parte dei diritti. Metter fine a questa concorrenza tra lavoratori non potrà che giovare a tutti i lavoratori così da poter cancellare una sotto-categoria di lavoratori, che come unico mezzo di sopravvivenza ha quello di accettare pessime condizioni di lavoro e di salario. La risposta del governo francese, per bocca del ministro del lavoro Xavier Darcos, è la minaccia di chiusura delle imprese che assumono lavoratori sans-papiers. Una tale decisione avrebbe l’effetto di paralizzare una grande parte dell’economia e la chiusura immediata di centinaia d’imprese. Veramente il ministro del lavoro pensa una cosa del genere? Da quando insediato, il governo Fillon non ha fatto altro che seguire in maniera scrupolosa politiche al servizio dei padroni che hanno accentuato il dumping sociale, le delocalizzazioni e la competizione sempre più forte tra i lavoratori. Oggi invece sembra cambiare idea, sarà vero? Infatti, il governo si pone come paladino dei lavoratori promettendo di far rispettare i diritti dei lavoratori e di lottare contro il lavoro nero. Il ministro Besson ha affermato che saranno regolarizzati un migliaio di lavoratori sans-papiers. Una proposta che però pare ancora di più una vera presa in giro e una provocazione nei confronti di tutti i lavoratori in sciopero ma anche delle organizzazioni, dei partiti e dei sindacati che sostengono la lotta. Alle dichiarazioni del governo, il movimento dei lavoratori sans-papiers continuerà il proprio sciopero e lancia per il primo marzo 2010 la giornata "senza immigrati". Obiettivo dell’operazione sarà di paralizzare il paese e dimostrare con i fatti il ruolo degli immigrati nella società francese. Una volta di più si cercherà di dimostrare, riprendendo le parole di Nadia Lamarkbi, presidentessa del collettivo “La Journée sans immigrés, 24 heures sans nous”, che: “ L’immigrazione non è un problema, ma una realtà con la quale trattare. Una dinamica positiva e una componente essenziale della società francese”.
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