Il Cavaliere in Israele: tutto il peggio possibile PDF Stampa E-mail
Scritto da esteri.prc   
Giovedì 04 Febbraio 2010 18:57

di Fabio Amato

La visita di Berlusconi in Israele viene celebrata  senza che una voce di critica dell’opposizione parlamentare si levi. Ad un anno da Piombo Fuso, definito un crimine di guerra anche dall’ONU, dopo due giorni di ossequi ad Israele, il Presidente del Consiglio si ricorda che esiste Gaza , ma solo per assolvere l’aggressore e condannare le vittime. Una vergogna. Definisce “una giusta reazione” il massacro di 1500 vittime innocenti, le migliaia di distruzioni, l’uso di armi proibite come il fosforo bianco, l’embargo immorale e disumano a cui è sottoposta , con oltre un milione e mezzo di donne e uomini a cui è negato tutto, stretti nella più grande prigione a cielo aperto del mondo. Si sa, all’uomo piace pavoneggiarsi, essere benvoluto da chiunque. Ovunque vada , deve spararne una più grossa dell’altra pur di compiacere il suo ego, e di non sfigurare nei confronti di chi si trova di fronte. Se visita Lukashenko, gli riconosce di essere un leader amato dal suo popolo, e se ne infischia dei tanto decantati valori liberal democratici, idem se incontra Gheddafi , delegandogli il lavoro sporco contro gli immigrati. Con Putin, pacche sulle spalle, barzellette e gas. In Israele, quindi, oltre lodi sperticate ad Israele,  dimentica di essere il capo di un governo di estrema destra, dove ci sono ministri della difesa che celebrano la X mas, un partito come la lega nord  infarcito di dirigenti dediti all’istigazione al razzismo, nostalgici e revisionisti che propongono di equiparare repubblichini e partigiani e, a differenza di ciò che fa in Italia, celebra addirittura la lotta di liberazione dal nazifascismo.

Il governo israeliano, da parte sua, se ne frega dell’impasto ideologico xenofobo e neofascista della destra italiana, e gongola incassando un sostegno  nel cuore del mediterraneo e in Europa. Non c’è da meravigliarsi. La politica israeliana nei territori occupati e a Gaza è puro colonialismo, è la creazione di un vero e proprio sistema di apartheid. Questo governo e i suoi esponenti si sono sempre opposti alla nascita di uno stato palestinese. Il Ministro degli esteri Lieberman è un fanatico estremista con posizioni apertamente razziste, che per uscite xenofobe gareggia con Borghezio. Ma l’appoggio incondizionato ad Israele e alla sua politica oltranzista non è certamente dovuto al carattere del Premier. A quello vanno addebitate le uscite poco felici.  Quest’appoggio ad Israele è consapevolmente rivendicato da Berlusconi come un cambiamento geopolitico strategico.

E’ la fine di sessant’anni di politica estera del nostro paese. Questo suo viaggio è un calcio all’idea di un’Italia e di un’ Europa forti nel mediterraneo, autonome e capaci di giocare un ruolo nel favorire un dialogo e la soluzione politica del conflitto israelo-palestinese, di ponte con il mondo arabo. E’, all’opposto,  il rilancio dell’ideologia neoconservatorice, è il colpo di coda di un reduce non pentito della stagione della guerra preventiva.

Berlusconi è un formidabile fomentatore d’odio, un istigatore di fondamentalismi, a partire dal suo. Quello della difesa dell’occidente in nome di diritti umani usati a corrente alternata, l’ideologia post moderna del capitalismo in crisi per armare gli stolti, fomentare i razzisti, giustificare guerre e occupazioni, cancellare la macelleria sociale del neoliberismo. E’ la poltiglia ideologica che alimenta lo scontro di civiltà, con cui si saldano le destre nostrane e globali nella loro comune impresa di uso politico della paura. Può farlo in questo momento per due motivi.

Il primo perché chi doveva chiudere quella stagione, segnata da Bush alla Casa Bianca, ovvero Barack Obama, come in molti prevedevamo, non lo ha fatto, anzi, ha rilanciato con l’invio di trentamila soldati in Afghanistan. Del discorso dello scorso autunno del Cairo rimane ben poco. Israele continua a costruire colonie e a rubare terra ai palestinesi, a cacciarli da Gerusalemme Est e a strangolare Gaza.  Nel suo braccio di ferro di questi mesi con il governo di Tel Aviv , ad uscire vittorioso è stato il secondo. Secondo motivo è l’Europa, per il semplice fatto che non esiste, un nano politico diviso e incapace di avere una propria politica estera autonoma, in balia della Nato e dei “nuovi paesi dell’est” di cui l’Italia fa la capofila nel compiacere l’atlantismo più estremo e nel sostenere sempre e comunque Israele.

La pace in Medio oriente e la fine della stagione nefasta della guerra al terrore, della oscena teoria dello scontro di civiltà, a cui si abbeverano i fondamentalismi di ogni latitudine, passano per una sola strada.  Il riconoscimento del diritto del popolo palestinese al proprio stato e alla propria terra. da cui fu cacciato con la forza e da cui ancora oggi è espulso con l’arbitrio e la prepotenza. Una pace che  può basarsi solo sul rispetto del diritto internazionale, delle risoluzioni calpestate impunemente da tutti i governi israeliani. Questo dovrebbe fare l’Italia. Altro che assolvere Israele per il massacro di Gaza, ma chiedere che ponga fine all’occupazione militare.

Vorremmo dire al  popolo palestinese, che ha un grande rispetto per quello italiano, che questo non è rappresentato dalle posizioni e dalle parole in libertà di un egoarca che ha sequestrato questo paese per difendere in primo luogo i suoi interessi, imbarbarendo la sua vita civile e rendendolo ridicolo agli occhi di tutto il mondo. Quanto ci manca, a proposito, Sandro Pertini. L’Italia è la solidarietà ancora grande della società civile, che per fortuna continua ed è quotidiana. Continuiamo a sostenere e a far vivere questa solidarietà. Dal basso. Con le campagne di informazione e di sostegno alla causa palestinese, attraverso gli strumenti, come la campagna BDS, che possono travalicare e isolare le scelte e la complicità dei governi, a partire dal nostro,  che continuano a sostenere l’occupazione più lunga della storia contemporanea. Quella di Israele sui palestinesi.

Commenti
Nuovo Cerca
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

!joomlacomment 4.0 Copyright (C) 2009 Compojoom.com . All rights reserved."

 

Liberazione - Giornale Comunista

Link Partito

Riflessioni di Fidel

Para o Brasil seguir mudando

Link Partiti esteri

Altri...