Il caso della TV venezuelana RCTV e la solita propaganda antichavista PDF Stampa
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Venerdì 29 Gennaio 2010 19:24

di Attilio Folliero e Cecilia Laya (CARACAS) - 25 gennaio 2010

Alla mezzanotte ed un secondo in punto del 24 gennaio 2010, la televisione venezuelana RCTV Internacional ha cessato di trasmettere anche via cavo, dopo che nel 2007 era stata costretta a cessare le trasmissioni in chiaro, per il mancato rinnovo, da parte dello Stato, del contratto che concedeva le frequenze ("Il caso RCTV").

Tutti gli operatori che in Venezuela offrono servizi televisivi via cavo (DirecTv, Supercable, Intercable, NetUno e Movistar TV) hanno cessato di ritrasmettere il segnale di questa TV, per ordine di CONATEL, l'organismo statale che sovrintende alle telecomunicazioni.
In Venezuela esiste una legge, secondo la quale tutti i canali televisivi che operano in chiaro e quelli che operano via cavo, producendo più del 30% della loro programmazione in Venezuela, sono obbligati a rispettare la legge venezuelana in materia radiotelevisiva, conosciuta come "Ley Resorte", ossia la Legge di "Responsabilità sociale nelle trasmissioni radiofoniche e televisive", del 28/10/2005.
Secondo quanto accertato da CONATEL, RCTV Internacional produceva il 94% dei suoi programmi in Venezuela e pertanto era obbligata a rispettare la legge venezuelana in tema di responsabilità sociale degli operatori radio e televisivi, che tra l'altro prevede la trasmissione delle cosiddette "catene televisive".
Le "catene televisive" sono comunicazioni di interesse nazionale delle varie istituzioni dello Stato. In genere si tratta di messaggi trasmessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del CNE, l'organismo elettorale, dal Presidente del Parlamento, dal Presidente del Tribunale Suprimo, dal Procuratore Generale, ecc.... I messaggi più frequenti sono quelli che illustrano le principali azioni politiche del Governo, preparati dalla "stampa presidenziale" e dal Ministero delle comunicazioni.
Spesso, almeno un paio di volte a settimana, in occasione di importanti decisioni politiche o di importanti eventi, è lo stesso Presidente Chávez ad intervenire in diretta. In questi casi, trasmissioni che in genere durano pochi minuti e più raramente ore (ad esempio in occasione dell'Intervento del Presidente in Parlamento per illustrare il resoconto annuale), tutte le Tv sono obbligate ad interrompere le trasmissioni per lasciare spazio a questi programmi "incatenati".
E' importante specificare che non bisogna confondere questi programmi "incatenati" con i programmi televisivi di Hugo Chávez. Il presidente ha un proprio programma televisivo fisso, "Alò Presidente", in onda tutte le domeniche sulla TV statale "VTV"; inoltre, interviene, quasi quotidianamente, in molti altri programmi televisivi della TV pubblica. A volte, la riunione del Consiglio dei Ministri è trasmessa in vivo dal programma TV "Dando y Dando". Le TV private non sono obbligate a trasmettere questi programmi, anche se poi, per ragioni di audience volontariamente li trasmettono. Sanno benissimo che l'intervento del presidente fa incrementare gli ascolti, per cui fanno finta di criticare le "catene" (i programmi che sono obbligati a trasmettere per legge), ma poi trasmettono anche quelli che non sono obbligati a trasmettere, per ipocrite ragioni di incremento degli ascolti.
Nessuna televisione, neppure la più grande avversaria del governo, Globovision, si rifiuta di trasmettere questi programmi speciali, perchè sono previsti in una legge dello stato.
RCTV sapeva benissimo che se si fosse rifiutata di trasmettere questi programmi, sarebbe andata incontro ad una durissima sanzione di CONATEL, che avrebbe potuto comportare anche la sua chiusura. Pur sapendolo, ha reiteratamente violato la legge e l'organismo di sovraintendenza della televisione, CONATEL, non ha potuto fare altro che applicare la sanzione corrispondente.
RCTV non solo è incorsa nella violazione della legge per quanto concerne la trasmissione delle catene, ma ha violato sistematicamentre tutta la legge venezuelana in materie di responsabilità radiotelevisiva.
Conatel nel pomeriggio del 23 gennaio ha dettato la sentenza, ordinando agli operatori via cavo di non ritrasmettere il segnale di RCTV, pena l'applicazione di sanzioni anche per loro.
Alle ore 24 ed un secondo in punto del 24 gennaio 2010, RCTV ha dunque cessato di trasmettere. Cosa c'è realmente dietro la decisione dei proprietari di RCTV di sfidare la legge? I proprietari di RCTV, per bocca di Marcel Granier, hanno detto che la decisione di non rispettare la legge era dovuta al fatto che la ritenevano ingiusta e privativa della libertà di espressione. E' questo il vero motivo?
Noi crediamo che dietro ci siano ben altri motivi, di ordine economico, ammantati da motivi ideologici e politici che niente hanno a che vedere. RCTV, al momento in cui il Governo decise, nel maggio del 2007, di non rinnovare il contratto per l'attribuzione delle frequenze, per trasmettere in chiaro, era una delle principali televisioni del panorama venezuelano, con i più alti indici di ascolto ed introiti pubblicitari.
Quando è stata costretta a trasmettere solo via cavo, la TV ha mantenuto praticamente intatta la programmazione, con lo stesso numero (più o meno) di attori, impiegati e maestranze. Ovviamente trasmettere via cavo ha comportato un' enorme riduzione degli indici di ascolto e - pensiamo - anche degli introiti. L'operazione potrebbe essersi rivelata fallimentare, da un punto di vista economico e di conseguenza per poter riorganizzare l'attività, licenziando gran parte del personale, senza accollarsi le colpe, i proprietari di RCTV hanno trovato questa geniale scusa di "farsi chiudere".
Marcel Granier ha annunciato di voler rimanere nel settore. E' evidente che se vuole rimanere (fondando una nuova TV, una nuova RCTV?) deve sottostare alle leggi, per cui sembra evidente che si tratti di una soluzione per ristrutturare l'attività dando la colpa al Governo.

Ultim'ora/Aggiornamento importante

Diosdado Cabello, responsabile di Conatel, massimo organismo venezuelano per le telecomunicazioni, ha comunicato che la "chiusura" di RCTV e di altre 5 emittenti è solo momentanea. Quando cesseranno le irregolarità tutte queste TV potranno tornare in linea.

 

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