Un Mondo Nuovo

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Elezioni in Ucraina: la fine dell’esperienza arancione, che non era una rivoluzione

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Le recenti elezioni presidenziali in Ucraina ci consegnano l’immagine di un paese fortemente polarizzato e sostanzialmente spaccato in due. Viktor Janukovich, leader del Partito delle Regioni, vince il ballottaggio con solo il 3% di voti di scarto su Julia Tymoshenko, eroina della così detta “rivoluzione arancione” (48% contro il 45%). Ad essere realmente battuta è quindi l’esperienza arancione, dai media occidentali ribattezzata “rivoluzione”, al punto che il suo leader, nonché presidente uscente, non solo non è arrivato al ballottaggio, ma al primo turno ha raccolto un risultato misero: meno del 6%.
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Politiche UE in America latina

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di Anna Camposampiero

Le relazioni commerciali tra l’Unione europea l’America latina e le risposte dei movimenti sociali

Il partenariato strategico tra l’Unione europea e i paesi dell’America latina e Caraibi (Alc) è stato istituito a Rio de Janeiro nel 1999. In questi dieci anni ci sono stati molti cambiamenti e in particolare i fallimenti sempre più frequenti dei vertici della OrganizzazioneMondiale del Commercio (Omc, Wto) hanno dato l’avvio a una nuova forma di neoliberismo, basata essenzialmente sui trattati bilaterali.
L’Unione europea ha per così dire “ufficializzato” questa nuova modalità con la strategia “Europa globale, competere nel mondo”, promossa dalla Commissione europea nel 2006 e nei documenti di programmazione per la regione 2007-2013 che hanno posto le basi per le politiche neoliberiste promosse dalla Ue negli ultimi anni, acuendo il modello di liberalizzazione commerciale, sia in Africa, attraverso i negoziati per gli EPAs (Economic Partnership Agreements), sia in America latina e Carabi, attraverso i negoziati per gli AdA (Accordi di associazione). In particolare per l’America Latina e Caraibi l’obiettivo è firmare accordi commerciali consolidando una “Zona Euro-Latinoamericana di libero commercio”.
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L'occupazione trasforma - Seminario sulla questione palestinese organizzato dalla Federazione della Sinistra

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Di: Francesco Maringiò (Prc), Maurizio Musolino (Pdci), Loretta Mussi (Socialismo2000)
La prima iniziativa della Federazione della Sinistra sulle questioni internazionali non poteva non concentrarsi sulla situazione palestinese. E questo non solo per la difficile fase in Medio Oriente, quanto per la svolta sostanziale in politica estera che il Governo Berlusconi sta compiendo e che sta allontanando l’Italia dalla storica collocazione internazionale che da sempre è stata di vicinato ed amicizia coi popoli arabi e del Mediterraneo. Dal Pci ad Aldo Moro, da Mattei a Craxi, l’Italia ha sempre avuto rapporti di amicizia profonda con il popolo palestinese e con la sua lotta.
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Il tema dell'immigrazione, oltre la cronaca

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di Bernardo Gabriello

Cosa vuol dire per me fare volontariato con i migranti?
Alla ricerca di una risposta tra emotività e ideologia.

La gioia, la pienezza di fare qualcosa per qualcuno in maniera completamente disinteressata è uno stato d’animo che diviene stato di grazia e che dobbiamo  sperimentare ogni giorno. L’unica rivoluzione possibile nel sistema di disvalori contemporaneo può consistere, a mio avviso, solo nell’anteporre l’idea al mero tornaconto economico, l’altro all’individuo, il senso del collettivo al micidiale e spietato homo homini lupus liberista.
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Il Cavaliere in Israele: tutto il peggio possibile

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di Fabio Amato

La visita di Berlusconi in Israele viene celebrata  senza che una voce di critica dell’opposizione parlamentare si levi. Ad un anno da Piombo Fuso, definito un crimine di guerra anche dall’ONU, dopo due giorni di ossequi ad Israele, il Presidente del Consiglio si ricorda che esiste Gaza , ma solo per assolvere l’aggressore e condannare le vittime. Una vergogna. Definisce “una giusta reazione” il massacro di 1500 vittime innocenti, le migliaia di distruzioni, l’uso di armi proibite come il fosforo bianco, l’embargo immorale e disumano a cui è sottoposta , con oltre un milione e mezzo di donne e uomini a cui è negato tutto, stretti nella più grande prigione a cielo aperto del mondo.

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In memoria di Patrice Lumumba, simbolo dell'indipendentismo africano

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di Giovanni Santini

"Patrice Lumumba non ha avuto il tempo di diventare una leggenda come Che Guevara. E’ diventato un simbolo”. Così disse il giornalista-scrittore Ryszard Kapuscinsky del celebre leader congolese assassinato il 17 gennaio 1961 per volere del governo del Belgio, con la complicità di Stati Uniti e Gran Bretagna. La sua morte lasciò il Congo nelle mani della brutale e rapace dittatura di Mobutu e poi in balia di sanguinose guerre civili, spesso dimenticate dall’Occidente, che si trascinano fino ai giorni nostri, in un’interminabile odissea per le popolazioni locali.

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Il caso della TV venezuelana RCTV e la solita propaganda antichavista

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di Attilio Folliero e Cecilia Laya (CARACAS) - 25 gennaio 2010

Alla mezzanotte ed un secondo in punto del 24 gennaio 2010, la televisione venezuelana RCTV Internacional ha cessato di trasmettere anche via cavo, dopo che nel 2007 era stata costretta a cessare le trasmissioni in chiaro, per il mancato rinnovo, da parte dello Stato, del contratto che concedeva le frequenze ("Il caso RCTV").

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A Caracas nasce la V Internazionale

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Durante l'incontro internazionale dei partiti della sinistra, svoltosi a Caracas dal 19 al 21 novembre, Hugo Chavez ha lanciato la proposta di convocare la V Internazionale Socialista, quale istanza dei partiti, delle correnti socialiste e dei movimenti sociali del Mondo, per una strategia comune di lotta anti-imperialista, per il superamento del capitalismo verso il socialismo e per un nuovo tipo d'integrazione economica solidale. Proponiamo il testo de "L'impegno di Caracas" e gli accordi e dichiarazioni ad esso allegati.

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Haiti: paramilitarizzazione continentale

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di Marco Consolo
L’escalation militarista degli Stati Uniti in America Latina è sotto gli occhi di tutti. Se erano rimasti dubbi sulla linea di Obama per il continente, con Haiti cade la ultima foglia di fico. Con grande cinismo e speculando sulla tragedia del popolo haitiano, l’amministrazione del “democratico” Obama ha deciso di inviare sull’isola più di 10.000 marines.
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Le elezioni in Cile - Il sorriso ingessato

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di Marco Consolo

           La destra col sorriso ingessato di Sebastian Piñera vince in Cile con il 51,6%. Al palo di ben 4 punti il democristiano Eduardo Frei, candidato della Concertaciòn (48,4 %) ed ex-presidente (1994-2000). A nulla sono serviti i voti del candidato della sinistra Jorge Arrate (6,3%), e l’appello timido ed all’ultimo minuto al voto per Frei da parte di Marco Enriquez-Ominami, il giovane candidato che aveva sparigliato il centrosinistra nel primo turno di dicembre con il suo 20 %.

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L'aiuto di Cuba ad Haiti

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L'ennesima immane tragedia del popolo haitiano, ha scatenato, come sempre avviene in questi casi e come una sorta di lavaggio della coscienza delle nazioni più ricche, la corsa alla solidarietà. Ma ad Haiti, terra di nessuno, ai soccorsi post terremoto si va sottilmente accompagnando una sorta di occupazione militare da parte degli Stati Uniti, per ipotecare il futuro del Paese. Questa volta non si tratta solo di soddisfare gli appetiti delle grandi imprese sugli appalti per la ricostruzione, ma ci si colloca nell'ambito di un'offensiva militare statunitense in atto sull'America latina, di cui purtroppo conosciamo bene gli altri capitoli.
Ma mentre c'è chi invia truppe militari, c'è chi, come Cuba, invia brigate di medici e forniture sanitarie, quello che veramente serve agli haitiani.
Ecco un comunicato del Governo cubano sugli aiuti ad Haiti.
La solidarietá del popolo cubano non é giunta ad Haiti con il terremoto, la nostra collaborazione verso quel popolo fratello viene offerta da oltre un decennio.
Nel momento in cui il terremoto ha scosso Haiti si trovavano giá in quel paese fratello, prestando la loro opera in forma gratuita e disinteressata, circa 400 collaboratori cubani.
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