Un mondo nuovo

- Bollettino dell'Area Esteri di Rifondazione Comunista -

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Un Mondo Nuovo
Il Cavaliere in Israele: tutto il peggio possibile PDF Stampa
Rubriche - Medioriente
Giovedì 04 Febbraio 2010 18:57

di Fabio Amato

La visita di Berlusconi in Israele viene celebrata  senza che una voce di critica dell’opposizione parlamentare si levi. Ad un anno da Piombo Fuso, definito un crimine di guerra anche dall’ONU, dopo due giorni di ossequi ad Israele, il Presidente del Consiglio si ricorda che esiste Gaza , ma solo per assolvere l’aggressore e condannare le vittime. Una vergogna. Definisce “una giusta reazione” il massacro di 1500 vittime innocenti, le migliaia di distruzioni, l’uso di armi proibite come il fosforo bianco, l’embargo immorale e disumano a cui è sottoposta , con oltre un milione e mezzo di donne e uomini a cui è negato tutto, stretti nella più grande prigione a cielo aperto del mondo.

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In memoria di Patrice Lumumba, simbolo dell'indipendentismo africano PDF Stampa
Pace e disarmo - Articoli
Martedì 02 Febbraio 2010 10:58

di Giovanni Santini

"Patrice Lumumba non ha avuto il tempo di diventare una leggenda come Che Guevara. E’ diventato un simbolo”. Così disse il giornalista-scrittore Ryszard Kapuscinsky del celebre leader congolese assassinato il 17 gennaio 1961 per volere del governo del Belgio, con la complicità di Stati Uniti e Gran Bretagna. La sua morte lasciò il Congo nelle mani della brutale e rapace dittatura di Mobutu e poi in balia di sanguinose guerre civili, spesso dimenticate dall’Occidente, che si trascinano fino ai giorni nostri, in un’interminabile odissea per le popolazioni locali.

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Il caso della TV venezuelana RCTV e la solita propaganda antichavista PDF Stampa
Rubriche - America latina
Venerdì 29 Gennaio 2010 19:24

di Attilio Folliero e Cecilia Laya (CARACAS) - 25 gennaio 2010

Alla mezzanotte ed un secondo in punto del 24 gennaio 2010, la televisione venezuelana RCTV Internacional ha cessato di trasmettere anche via cavo, dopo che nel 2007 era stata costretta a cessare le trasmissioni in chiaro, per il mancato rinnovo, da parte dello Stato, del contratto che concedeva le frequenze ("Il caso RCTV").

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A Caracas nasce la V Internazionale PDF Stampa
prima pagina - evidenza due
Venerdì 29 Gennaio 2010 17:16

Durante l'incontro internazionale dei partiti della sinistra, svoltosi a Caracas dal 19 al 21 novembre, Hugo Chavez ha lanciato la proposta di convocare la V Internazionale Socialista, quale istanza dei partiti, delle correnti socialiste e dei movimenti sociali del Mondo, per una strategia comune di lotta anti-imperialista, per il superamento del capitalismo verso il socialismo e per un nuovo tipo d'integrazione economica solidale. Proponiamo il testo de "L'impegno di Caracas" e gli accordi e dichiarazioni ad esso allegati.

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Haiti: paramilitarizzazione continentale PDF Stampa
Rubriche - America latina
Giovedì 21 Gennaio 2010 12:21

 

di Marco Consolo
L’escalation militarista degli Stati Uniti in America Latina è sotto gli occhi di tutti. Se erano rimasti dubbi sulla linea di Obama per il continente, con Haiti cade la ultima foglia di fico. Con grande cinismo e speculando sulla tragedia del popolo haitiano, l’amministrazione del “democratico” Obama ha deciso di inviare sull’isola più di 10.000 marines.
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Le elezioni in Cile - Il sorriso ingessato PDF Stampa
prima pagina - evidenza due
Giovedì 21 Gennaio 2010 11:02

 

di Marco Consolo

           La destra col sorriso ingessato di Sebastian Piñera vince in Cile con il 51,6%. Al palo di ben 4 punti il democristiano Eduardo Frei, candidato della Concertaciòn (48,4 %) ed ex-presidente (1994-2000). A nulla sono serviti i voti del candidato della sinistra Jorge Arrate (6,3%), e l’appello timido ed all’ultimo minuto al voto per Frei da parte di Marco Enriquez-Ominami, il giovane candidato che aveva sparigliato il centrosinistra nel primo turno di dicembre con il suo 20 %.

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L'aiuto di Cuba ad Haiti PDF Stampa
prima pagina - evidenza due
Giovedì 21 Gennaio 2010 10:25
L'ennesima immane tragedia del popolo haitiano, ha scatenato, come sempre avviene in questi casi e come una sorta di lavaggio della coscienza delle nazioni più ricche, la corsa alla solidarietà. Ma ad Haiti, terra di nessuno, ai soccorsi post terremoto si va sottilmente accompagnando una sorta di occupazione militare da parte degli Stati Uniti, per ipotecare il futuro del Paese. Questa volta non si tratta solo di soddisfare gli appetiti delle grandi imprese sugli appalti per la ricostruzione, ma ci si colloca nell'ambito di un'offensiva militare statunitense in atto sull'America latina, di cui purtroppo conosciamo bene gli altri capitoli.
Ma mentre c'è chi invia truppe militari, c'è chi, come Cuba, invia brigate di medici e forniture sanitarie, quello che veramente serve agli haitiani.
Ecco un comunicato del Governo cubano sugli aiuti ad Haiti.
La solidarietá del popolo cubano non é giunta ad Haiti con il terremoto, la nostra collaborazione verso quel popolo fratello viene offerta da oltre un decennio.
Nel momento in cui il terremoto ha scosso Haiti si trovavano giá in quel paese fratello, prestando la loro opera in forma gratuita e disinteressata, circa 400 collaboratori cubani.
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In Cile si va al ballottaggio PDF Stampa
Archivio - Editoriali
Venerdì 18 Dicembre 2009 12:08

 

 
Marco Consolo (Santiago de Chile)
      Dopo Uruguay e Bolivia, battuta d’arresto in Cile per la trasformazione latinoamericana. Nelle elezioni di domenica scorsa, le quinte dalla fine della dittatura di Pinochet, nessuno dei candidati alla Presidenza raggiunge la maggioranza al primo turno, mentre si eleggono la totalità dei deputati (120) e 20 dei 38 senatori. Il ballottaggio per definire il prossimo presidente sarà il 17 gennaio.

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Le lotte dei lavoratori: in Francia si mobilitano i Sans Papiers PDF Stampa
prima pagina - evidenza uno
Venerdì 18 Dicembre 2009 11:15

 

 
 Valerio Timperi da Parigi   
       Da lunedì 12 ottobre più di 5000 lavoratori sans-papiers hanno dichiarato uno sciopero a tempo indeterminato per chiedere una circolare nazionale per la loro regolarizzazione.
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6 dicembre 2009: Elezioni in Bolivia Evo Morales presenta 10 punti programmatici PDF Stampa
Venerdì 04 Dicembre 2009 17:49

Traduzione di Fabio Avolio

Proposte

1. Grande Salto Industriale: gas, litio, idroelettriche, imprese statali, industrializzazione delle nostre materie prime, idrocarburi, elettricità, minerali e ferro. La Nazionalizzazione degli Idrocarburi e il progressivo riscatto di tutte le nostre risorse naturali è la base materiale che sta cambiando il paese. Ora la grande sfida è avanzare con i progetti d’industrializzazione delle nostre risorse naturali. Per questo, istalleremo un impianto di GTL per la conversione del gas in diesel; s’installerà l’impianto per processare l’ammoniaca e l’urea nel tropico cochabambino per sfruttare al meglio il gas e anche vari progetti industriali petrochimici. Convertiremo la Bolivia in un paese esportatore di elettricità; l’Idroelettrica di Cachuela Esperanza genererà elettricità per tutta la domanda interna e per esportare. Allo stesso modo, metteremo in marcia altri 5 progetti idroelettrici che collocheranno la Bolivia in un nuovo piano energetico regionale.
  Lo sfruttamento di El Mutún e l’industrializzazione del ferro mostreranno la nuova faccia industriale siderurgica del paese, trasformando la frontiera in un polo di sviluppo e d’integrazione regionale. L’industrializzazione del litio marcherà il destino del paese. Abbiamo la riserva più grande del mondo e ne approfitteremo per il bene della popolazione; fabbricheremo batterie a litio fino ad arrivare a istallare un’industria automotrice elettrica, con a base l’energia pulita del litio. Nel settore minerario, oltre allo sfruttamento, costruiremo tre grandi complessi industriali: l’idrometallurgica del rame a Corocoro (La Paz) e due idrometallurgiche del zinco a Oruro e a Potosí.

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Si afferma l’Europa della politica e dell’economia. A quando l’Europa dei popoli? PDF Stampa
Archivio - Editoriali
Martedì 27 Ottobre 2009 15:53

Finalmente sono riusciti a convincere gli irlandesi ad accettare l’adesione dell’Irlanda al Trattato di Lisbona. Il 2 ottobre scorso hanno vinto i si con larga maggioranza, ma questa storia della ratifica dei vari trattati europei con referendum ha dell’incredibile. Somiglia molto a quando si gioca a carte con dei bambini che si vuole far vincere ad ogni costo. Finché ciò non accade, si annulla la partita e si rimischiano le carte e si continua a giocare fin quando, grazie a qualche aggiustamento compiacente, non si riesce nell’intento. Ecco, i governanti europei sembrano tanti bambini con in mano il giocattolo della costituzione europea, a cui non vogliono proprio rinunciare, nonostante i popoli, quando interpellati, cerchino in ogni modo di far loro capire che così proprio non va. Ma, secondo gli eurocrati, non capiscono, si sbagliano e devono rivotare finché non dicano si.

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